Psicologia, Cure Complementari, Benessere

Siamo tutti “un po’ scienziati”

Quand’ero bambina, ricordo ancora, capitava che a volte i grandi, per rallegrare la mia giornata, mi regalassero una caramella dolcissima che aveva un sapore inconfondibile e una, ancor più inconfondibile, cartina rossa trasparente che mi piaceva mettere davanti agli occhi, per gioco, per colorare tutto il mondo.

Rossana2

Chi era bambino negli anni ’70, come me, forse la ricorderà, perchè era di una marca, al tempo, molto famosa e mi sembra di averla vista circolare anche recentemente, sebbene adesso sia meno diffusa e conosciuta.

E così, a quel tempo, forse gli adulti non sapevano che stavano donando uno stimolo piacevole, oltre che per le mie papille gustative, anche per i miei neuroni cerebrali, che la dolce caramella metteva in movimento grazie al suo prezioso involucro. Infatti il mio cervellino cominciava a pensare: “Ma dunque, il mondo davanti a me non è così come lo vedo in sé e per sé, ma dipende anche da me che lo guardo, dai miei occhi e dalla cartina trasparente che metto davanti a loro.

iride arcobaleno

E se la cambio o la tolgo, tutto si modifica istantaneamente. Allora, cambiando il colore che metto davanti ai miei occhi, il mondo può avere tutti i colori dell’arcobaleno e posso scegliere quello che mi piace di più e anche decidere di cambiarlo.”
Immagino che questa sia stata un’esperienza comune a molti bambini della mia età, che faceva di noi, a nostra totale insaputa, dei piccoli filosofi della conoscenza, insomma, degli “epistemologi in erba”.

Allora, sicuramente non potevamo sapere che anche la fisica quantistica ci avrebbe dato ragione: a livello subatomico, la realtà osservata è influenzata dalla teoria di chi la osserva. Oggi molti lo danno per scontato.

E nemmeno potevo prevedere che da grande avrei ritrovato una simile analogia nel pensiero degli psicologi costruttivisti.

Ma andiamo con ordine.

E’ il 1955 quando George A. Kelly, psicologo statunitense, pubblica ” The Psychology of Personal Constructs”, condividendo, così, pubblicamente la sua Teoria Psicologica dei Costrutti Personali.

Sebbene si possano rintracciare antecedenti di questa visione nel mondo filosofico, e in particolare nel ‘6/700 con Gian Battista Vico, è da qui che ha inizio quello che prese poi il nome, più generale, di “orientamento costruttivista” in psicologia e che raggrupperà il pensiero e il contributo di molti diversi autori. Per citarne alcuni: Jean Piaget, Gregory Bateson, Kurt Lewin, Paul Watzlavich, Lev Vygotskij, Ernst von Glaserfeld, Heinz von Foerster, Humberto Maturana, Francisco Varela.

In generale, l’approccio costruttivista considera la conoscenza come un atto di “costruzione”, in cui soggetto e oggetto non sono nettamente distinguibili, perchè i fenomeni osservati non possono essere scissi dal sistema di chi osserva.

E’ possibile distinguere una forma di pensiero costruttivista più radicale, che investe vari ambiti culturali e scientifici, e un costruttivismo più strettamente delimitato all’ambito della psicologia.

Il costruttivismo radicale si configura come una teoria generale della conoscenza, come una posizione epistemologica, comune denominatore di molteplici discipline.

Il suo presupposto di base è la constatazione che tutto ciò che sperimentiamo dipende dalle caratteristiche della nostra mente. Cioè la conoscenza non è la percezione diretta dei fatti, ma un processo attivo di interpretazione e costruzione, perché non c’è modo di conoscere qualcosa al di fuori del dominio della nostra esperienza e quindi ciò che sperimentiamo viene “costruito” da noi.

Ciò significa in pratica che, non potendo avere accesso diretto alla “realtà”, l’unica cosa che possiamo fare è confrontare idee sulla realtà con altre idee sulla realtà, considerando valide quelle che si adattano meglio, che “funzionano” meglio come rappresentazione dell’oggetto della nostra conoscenza.

Pensiamo, per esempio, ad un’esperienza comune: in fin dei conti, quando tocchiamo un oggetto solido, immaginiamo ad esempio un tavolo,

tavolo

la fisica ci dice

atomo4

che sono molti più gli spazi vuoti al suo interno di quelli pieni, occupati da atomi e da particelle subatomiche.
Eppure, ai nostri sensi,

colori

si presenta come qualcosa di assolutamente compatto.

Oppure pensiamo ai colori, che sono visibili per noi soltanto in una ristretta gamma di frequenze d’onda dello spettro luminoso…chissà quanti ce ne perdiamo, per il solo fatto di non avere a nostra disposizione un “decoder”più sofisticato!

Se ci spostiamo invece al costruttivismo più delimitato all’ambito della psicologia, possiamo renderci conto di come il nostro modo di pensare, i nostri “filtri cognitivi“, siano co-creatori della realtà che sperimentiamo.

Ogni persona elabora “mappe” di significati personali che consentono di orientarsi nel mondo.

“L’uomo non è prigioniero del proprio ambiente, nè vittima della propria autobiografia”, affermava Kelly, invitandoci, in pratica, a sostituire il “senso di realtà” con il “senso delle possibilità” e quindi a disgregare le nostre “prigioni interiori” aprendoci a nuovi orizzonti.
FULVIA GABRIELI – PSICOLOGA

Bibliografia

libro kelly

Kelly G. A., La psicologia dei costrutti personali, Ed. Cortina, Milano, 2004


kelly
George A. Kelly

Matematico, fisico, pedagogo e psicologo statunitense, è il fondatore della Psicologia dei Costrutti Personali e autore di un particolare metodo di valutazione psicologica: le griglie di repertorio.

Durante la seconda guerra mondiale fu psicologo dell’aeronautica. Nel 1945 fu nominato direttore del servizio di psicologia clinica dell’Università statale dell’Ohio, dove rimase per vent’anni. Nel 1965 si trasferì alla Brandeis University di Boston.


  • Armezzani M., Esperienza e significato nelle scienze psicologiche, Ed. Laterza, Bari, 2002
  • Fransella F. , Dalton P., Il counseling dei costrutti personali, Ed. Erickson, Trento, 2007
  • Von Foerster, Sistemi che osservano, Ed. Astrolabio, Roma, 1987
  • http://www.interattivamente.it: Giliberto M., Nuove prospettive teoriche in psicologia: la prospettiva costruttivista
  • www. icp-italia.it

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