Cure naturali, Psicologia, Cure Complementari, Benessere

Non solo cervello

Per essere abilitati alla professioneopv2 di psicologo, forse non tutti sanno che oltre alla laurea quinquennale, è necessario dedicarsi, gratuitamente, per un anno, ad un tirocinio presso un servizio pubblico, prima di poter affrontare l’esame di stato, per iscriversi, infine, all’Albo degli Psicologi.

Dal momento che, ancora prima di terminare gli studi, avevo lavorato come operatrice di un club di alcolisti in trattamento, una volta laureata, ho avuto la possibilità di essere inserita come tirocinante, presso il Ser.T-2 di Padova, Servizio per le Tossicodipendenze.

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Sede del Ser.T-2 , Via dei Colli – PD

Pur se teoricamente ben preparata, il contatto diretto con la realtà della tossicodipendenza non è stato proprio facilissimo.

Non che mi fossi illusa che diventare psicologa sarebbe stata una cosa diversa. Avevo scelto consapevolmente, per una mia inclinazione naturale (che tuttora persiste) di occuparmi di problematiche sociali che avessero delle componenti psicologiche alla loro base.

Però, uscita dalle aule di studio e dal mondo dei contatti sociali amichevoli degli ambienti universitari, tossico con cane.jpgcerto non mi era semplice rimanere imperturbabile di fronte a persone che, nei loro movimenti, mi sembravano somigliare più a manichini che ad esseri umani, con lo sguardo perso nel vuoto, la mente avvinghiata ad un unico pensiero, il corpo martoriato e ammalato in molte sue parti, le relazioni ridotte a legami violenti e distruttivi o al solo affetto per il proprio altrettanto sfortunato cane, la dignità rasa al suolo. contromano.jpg

Era come se avessero imboccato la strada della propria vita e della propria autorealizzazione in contromano e non riuscissero più, o addirittura non volessero più, invertirne la rotta.

Che le droghe siano un flagello per l’umanità è opinione ampiamente diffusa. Quello che fose non è altrettato risaputo è che, è proprio alla lotta alle droghe e agli studi che ne sono conseguiti, che dobbiamo molto, in termini di conoscenze sulla mente umana e sulla sua mappatura.

Gli anni ’70, quelli in cui Nixon, presidente degli Stati Uniti,

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Richard Nixon, 37° presidente degli USA, 1969-1974

aveva “dichiarato guerra” alle droghe come eroina, cocaina e marijuana, stanziando 6 milioni di dollari a disposizione della ricerca, sono gli anni in cui si sono rese possibili importantissime scoperte, come quella della struttura chimica dei neurotrasmettitori, delle endorfine, dei neuropeptidi e dei loro recettori. In pratica, dell’esistenza di una rete di messaggi biochimici che si estendono a tutto l’organismo.

Ma procediamo con ordine e un passo alla volta, a partire dal 1600.

E’ il 1637 quando Renè Descartes, il filosofo Cartesio,

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Rtratto di Renè Descartes di Frans Hals – Louvre – Parigi

pubblica la sua celebre opera “Discorso sul metodo“, in cui viene a patti con la Chiesa, definendo chiaramente i confini tra scienza e spiritualità e ponendo così le basi per un progresso scientifico privo di ostacoli e di particolari scrupoli morali.

Grazie alla sua brillante intelligenza e cultura filosofica, Cartesio elabora una soluzione di grandissimo successo, tuttora non del tutto tramontata: perchè non suddividere la realtà in due settori che la ragione può distinguere? La “Res cogitans” e la “Res extensa“, ciò che è dotato di consapevolezza  e ciò che è puramente materiale, in modo tale che Chiesa e scienza non interferiscano tra loro.

Nel 1700, i filosofi empiristi confermano e approfondiscono la posizione di Cartesio.

Ma è il XIX secolo che concepisce le grandi personalità che hanno in seguito svelato all’umanità l’esistenza di un mondo psichico più vasto di quello percepibile con lo strumento della sola coscienza: Freud, Jung e altri grandi studiosi e pensatori, uomini e, non dimentichiamolo, donne, dell’epoca, hanno posto le basi della psicologia del profondo.

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1911 – Terzo congresso di Picoanalisi a Weimar – Germania

Siamo così giunti oltre la metà del ‘900.

Come sappiamo, la scienza si basa sulla misurazione e ripetibilità dei fenomeni osservati, e naturalmente la possibilità di misurarli dipende a sua volta dalle tecnologie a disposizione.

A mio parere questo è un aspetto molto importante, che spesso non viene abbastanza considerato: ciò che è inesistente, non reale, in una certa epoca, può diventarlo quando siano creati strumenti sufficientemente sensibili alla sua rilevazione e adeguati alla sua misurazione.

Ed è così che agli inizi del ‘900, la mente umana era considerata un epifenomeno,sn1 cioè un fenomeno conseguente, all’attività del cervello e di tutto il sistema nervoso, visto come un sistema dal funzionamento puramente elettrico. Questo perchè gli strumenti a disposizione della ricerca pemettevano di mettere in evidenza quello che può essere considerato, un po’, lo “scheletro” della mente umana. Ma certo mancavano moltissime altre parti, che la ricerca biochimica, dagli anni ’70 in poi, ha potuto evidenziare.

Ora sappiamo che c’è molto di più: per esempio sappiamo che corpo e mente rappresentano un’unità, che il corpo stesso è dotato di intelligenza e che la mente,pnei nella sua completezza, non può essere localizzata in un luogo preciso. Oggi siamo consapevoli che esiste una rete complessa di messaggi bochimici che collegano fra loro tutti i sistemi e gli organi del corpo, traducendosi in emozioni, motivazioni, aspettative, pensieri, comportamenti, insomma…psiche.

E soprattutto abbiamo finalmente compreso che il modo migliore per promuovere la salute psichica è quello di evitare d’interferire con l’intelligenza del sistema mente/corpo ed eventualmente, di aiutare a rimuovere gli ostacoli al naturale benessere.

Una conquista non da poco e sicuramente, non un punto d’arrivo, ma solo l’inizio di quelle che saranno le future acquisizioni della conoscenza.

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FULVIA GABRIELI – PSICOLOGA

Bibliografia

molecole di emozioni

Candace B. Pert (1987), Molecole di emozioni, Ed. TEA, Milano, 2000


PertCandace Pert: neuroscenziata e farmacologa statunitense. Laureata in biologia presso il Bryn Mawr College della Pennsylvania, ha lavorato alla John Hopkins University, al National Institute of Health (NIH) e al National Institute of Mental Health (NIMH) come responsabile della sezione di Biochimica Cerebrale della branca di Neuroscienze Cliniche. E’ stata Professore di Ricerca nel Dipartimento di Fisiologia e Biofisica all’Università di Medicina di Georgetown, Washington DC. Ha dimostrato l’esistenza dei  recettori per gli oppioidi e le endorfine nel cervello. La maggior parte delle sue ricerche hanno riguardato lo studio dei peptidi e dei loro recettori e il ruolo dei neuropeptidi nel funzionamento del sistema immunitario. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo su questo tema e sul ruolo delle emozioni nella comunicazione corpo/cervello.